Just Cause 3
Scritto da RobyIsAwesome90 il 2 Dic, 2015 ore 09:30 AM | in Copertina, PS4 | con 0 Commenti

91ZPe50rH-L._SL1500_Just Cause 3 è il capitolo più passionale della serie, quello in cui Rico sembra davvero motivato a portare a termine le proprie missioni; ma, allo stesso tempo, è il capitolo che spinge oltre il limite della credibilità qualunque azione compiuta durante il gioco. Sia gli sviluppatori che i giocatori, infatti, sanno bene che Just Cause è un gioco in cui l’esagerazione è uno dei pilastri fondanti dell’esperienza, e per questo terzo capitolo non si sono fatti mancare nulla. Così, nel giro di qualche ora di gioco, ci siamo ritrovati a sparare con un lanciamissili dalle ali di un aereo, a lanciarci da una montagna con una tuta alare, a fare esplodere ponti e persino a cavalcare un missile.
La vicenda di Just Cause 3, come detto, si svolge sul suolo natio di Rico Rodriguez, l’arcipelago di Medici.
Come prevedibile, il nemico principale – tal generale Di Ravello – è un uomo la cui fisionomia e le cui idee includono quelle di diversi dittatori: vi ritroviamo Stalin, Francisco Franco, Gheddafi e Mussolini, in una sorta di concentrato del male puro che mette in scacco la popolazione con azioni ultraviolente e un preciso controllo della propaganda. Non occorrono che pochi minuti per comprendere la missione di Rico e, in generale, il gioco è rapidissimo nel presentarci l’antefatto, metterci in mano un RPG e farci distruggere tutto quello che incontriamo.
Da questo punto di vista, dunque, la trama senza troppi pensieri di Just Cause 3 funziona bene, complici anche i comprimari di Rico che spaziano dal logorroico e pasticcione Mario Frigo, per la pazza dottoressa che ci fornisce i gadget.
In generale, però, l’alchimia fra i personaggi funziona bene, e alcune scene sono molto divertenti.
Purtroppo, l’arcipelago di Medici non sembra offrire scorci particolarmente univoci e riconoscibili. Gli ambienti sono piuttosto anonimi, le cittadine e gli avamposti si somigliano fra loro e non si è praticamente mai invogliati ad esplorare un luogo. Dopo poche ore si comprende la relativa inutilità dell’esplorazione, e il giocatore è meccanicamente spinto a dirigersi verso le missioni successive, non curandosi dei luoghi che lo circondano.
In primo luogo, questo è un gioco straordinariamente divertente, che deve buona parte della sua riuscita all’enorme libertà concessa al giocatore. In secondo luogo, Just Cause 3 è un titolo fortemente ripetitivo che obbliga il giocatore a ripetere le stesse azioni per poter proseguire.
Il divertimento, come detto, risiede nella struttura sandbox dell’esperienza: nel gioco possiamo esplorare liberamente l’enorme mappa e approcciarci al nemico nella maniera più consona alle nostre capacità. I velivoli sono inoltre uno dei metodi più rapidi per spostarsi nell’arcipelago, sebbene quest’anno le cose siano profondamente cambiate grazie all’uso di rampino, paracadute e tuta alare.
Per poter andar avanti con la trama del gioco è necessario conquistare i territori occupati dalle forze di Di Ravello attraverso l’acquisizione di villaggi e di avamposti. La liberazione dei territori nemici avviene sempre nello stesso modo, e ci richiede di abbattere alcune installazioni militari identificate dal colore rosso. Già dopo avere conquistato quattro o cinque territori ci si rende conto di quanto queste azioni siano pressoché identiche fra loro, e il giocatore si troverà ben presto invogliato a salire su di un elicottero e a fare esplodere tutto dall’alto per non perdere troppo tempo e proseguire con la storia.
Solo le missioni legate alla trama, infatti, presentano qualche elemento di originalità rispetto alle azioni comuni compiute nel free roaming, sebbene in molti casi si limitino a un mero “entra nel complesso militare e fallo saltare in aria”. Anche se non mancano le missioni che si discostano dal mucchio offrendo alcuni momenti diversi dal solito, in generale in Just Cause 3 si finisce per ritrovarsi a fare sempre le stesse cose.
Non è necessario essere connessi per giocare, ma la connessione è richiesta per mantenere vivo il sistema di classifiche che permette ai giocatori di confrontare in tempo reale le proprie statistiche.
A monte di tutto questo, però, vi è un sistema di sfide classificate che si attiva dopo avere conquistato un villaggio o un avamposto nemico, e che consente di accedere a gare automobilistiche, nautiche, aeronautiche, a gare di distruzione, di volo con la tuta alare, eccetera. Ogni gara, se completata, fornisce al giocatore una serie di ingranaggi che possono essere utilizzati per acquisire i potenziamenti di Rico.
La grafica non è a livelli straordinari – in particolare per quanto concerne le texture e l’ottimizzazione generale su PC e gli ambienti hanno interni poco caratterizzanti.

Valutazione: 7/10

RobyIsAwesome90

Note su - Le mie passioni più grandi sono le scienze, i giochi d'intuito e il wrestling. Mi piace recensire i giochi sia belli sia brutti ma soprattutto quelli belli perchè mi diverto di più. Sono graditi i commenti e se volete chiedermi di recensire qualche gioco fatelo pure perchè sarò ben lieto di farlo.

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