Uncharted 4
Scritto da RobyIsAwesome90 il 22 Mag, 2016 ore 02:27 PM | in Copertina, PS4 | con 0 Commenti

UnchartedCoverMockUP“I’m a man of fortune, and I must seek my fortune”
Il gioco inizia con questa citazione del pirata Avery, forse, il modo migliore per descrivere con poche parole l’animo di quelle persone che dedicano la propria vita alla ricerca costante di qualcosa e il protagonista Nathan, che abbiamo avuto modo di conoscere nei precedenti capitoli, è esattamente una di quelle. La passione per i grandi personaggi del passato e la smisurata spinta alla scoperta delle verità che la storia tenta disperatamente di nascondere, lo hanno portato, durante tutta la sua vita, a compiere imprese incredibili alla ricerca di città perdute, tesori maledetti e leggende dimenticate.
Gli eventi hanno inizio cinque anni dopo le vicende raccontate in Uncharted 3: L’inganno di Drake. Nathan si è lasciato dietro di se il mondo dei cacciatori di tesori, sposandosi con Elena e lavorando come recuperatore di rifiuti sommersi. Eppure le circostanze vogliono che egli ritorni nel giro a causa di un’improvvisa ricomparsa di suo fratello Sam: 15 anni prima, Nate, Sam e il loro amico Rafe erano rinchiusi in un galera panamense in realtà per continuare le ricerche del tesoro del pirata Henry Every. In seguito ad uno scontro con la guardia che avevano corrotto, sono costretti a scappare ma, durante la fuga, Sam cadde da un tetto portando Nate a credere che fosse morto. In un flashback si scopre del passato dei due ragazzi. Nate era un brillante ragazzo costretto a vivere in un orfanotrofio dopo la scomparsa dei genitori; egli odiava il posto e gli altri ragazzi, e l’unica consolazione erano le visite segrete di suo fratello, ormai maggiorenne e libero dal posto. In una particolare notte Sam rivelò a Nate di aver scoperto l’ubicazione degli oggetti appartenuti alla loro madre e convinse Nate ad abbandonare per sempre l’orfanotrofio e scoprire il loro passato insieme.
Nuovamente nel presente Sam racconta a Nate che in realtà era stato ritrovato e rinchiuso nella stessa prigione per 15 anni, e che aveva come compagno di cella il boss della droga Hector Alcazar. Gli scagnozzi di Hector lo fecero evadere, portandosi dietro anche Sam poiché Hector desiderava una parte del tesoro: concedette a Sam tre mesi per trovarlo.
Sam necessita quindi dell’aiuto di Nate per trovare il tesoro, e il fratello è costretto ad accettare per salvargli la vita, nonostante avesse promesso ad Elena di farla finita con le avventure.

In Uncharted 4 il giocatore si ritroverà, come nei precedenti titoli, a proseguire usufruendo dei tre grossi elementi di gameplay che ne caratterizzano l’esperienza: l’esplorazione delle mappe, la risoluzione dei puzzle e gli scontri contro i nemici. L’esplorazione è sempre stata la chiave dell’esperienza, ma in questo capitolo lo sarà forse ancora di più. Ci inoltreremo in location diversissime, a partire da una prigione panamense fino ad alcune isole del Madagascar, passando anche per l’Italia. A rallentare poi il giocatore nel suo incedere ci saranno puzzle da risolvere, anch’essi tipici in Uncharted; non si può negare che siano estremamente semplici e che in ogni caso, se il giocatore non dovesse venire a capo del problema, comparirebbero in sovraimpressione degli aiuti per guidarlo verso la soluzione. Per concludere il ventaglio di sezioni affrontabili, troveremo gruppi di soldati mercenari armati fino ai denti pronti ad impedirci di raggiungere il tesoro come in ogni avventura. Noi ovviamente, in quanto eroi, dovremo affrontarli con un rapporto numerico indicativamente di 1 a 30 e spesso potremo scegliere se adottare un approccio stealth o uno più aggressivo e rumoso.

Uncharted, come già anticipato nell’introduzione, è sempre stato un punto di riferimento in quanto a comparto grafico per gli altri giochi contemporanei, tanto che il risultato ottenuto sulla precedente generazione viene ancora per alcuni considerato incredibile e sbalorditivo. Dopo aver completato il gioco, bisogna riconoscere che anche questa volta i ragazzi di Naughty Dog siano riusciti nell’impresa, avendo dotato Uncharted 4 del miglior comparto grafico di questa generazione di console.

Accanto alla modalità singleplayer che ci permette di condurre Nathan Drake al ritrovamento del tesoro del pirata Henry Avery, Naughty Dog ha inserito per Uncharted 4 una corposa, e chiaramente attesa, esperienza multiplayer. Partiamo dal semplice e scontato deathmatch, che ci permetterà, in un primo momento, di prendere dimestichezza col gioco sottoforma di tutorial: un riscaldamento utile per i neofiti, ma anche per chi ha bisogno di ritrovare confidenza con il sistema di Uncharted. Una volta terminate le nostre prove e il nostro rodaggio, ci verrà data la possibilità di testare le tre modalità che andranno ad aggiungersi in un secondo momento, di cui la prima non è altro che un deathmatch “ufficiale”. Le altre due provano a dare più dinamismo al multiplayer, distaccandosi da quello che è il classico sparatutto in terza persona: una di queste è la classica Conquista, che ci chiederà di impossessarci di un appezzamento di terreno della nostra mappa, o più di uno nel caso in cui dovessimo riuscirci con la nostra squadra, e mantenerlo in nostro possesso acquisendo punti per ogni secondo di gioco. Annesso a tale aspetto sarà possibile anche ottenere un boost di punti grazie all’uccisione del capitano della squadra avversaria, il che, viceversa, permetterà anche ai nostri antagonisti di ottenere un vantaggio di punti se sarà il nostro caposquadra a tirare le cuoia. L’altra modalità, invece, è una declinazione mitologica del “cattura bandiera”, che al posto di un drappello ci chiederà di trafugare un idolo e depositarlo in uno scrigno: la vittoria è assicurata a chi arriva per primo a tre depositi vincenti, o, nel caso in cui doveste andare troppo per le lunghe, a chi avrà conquistato più idoli nell’arco di dieci minuti.

Valutazione: 9.5/10

RobyIsAwesome90

Note su - Le mie passioni più grandi sono le scienze, i giochi d'intuito e il wrestling. Mi piace recensire i giochi sia belli sia brutti ma soprattutto quelli belli perchè mi diverto di più. Sono graditi i commenti e se volete chiedermi di recensire qualche gioco fatelo pure perchè sarò ben lieto di farlo.

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